LOMBARDIA, DOVE IL RISO È AL TOP

Agroalimentare, export, marchi di origine controllata e corso universitario dedicato: il food in Lombardia vale decine di miliardi di euro di fatturato l’anno tra produzione diretta e indotto e viene promosso e valorizzato sotto ogni suo aspetto. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di economia agraria (Inea), nel 2014, le attività agricole lombarde hanno prodotto un valore pari a 40 miliardi di euro, oltre un settimo del prodotto interno lordo, ma se all’agricoltura si unisce anche l’industria agroalimentare, le imprese del settore hanno raggiunto un quinto del totale italiano. Secondo i dati dell’Ersaf, in Lombardia si produce il 37 per cento del latte italiano, il 42 per cento del riso italiano e il 40 per cento dei prodotti suinicoli italiani.
Le esportazioni dell’agroalimentare lombarde producono un giro d’affari di 6,4 miliardi l’anno, pari a circa un sesto del totale italiano. Pavia è prima in Italia per granaglie, amidi e prodotti amidacei (16% nazionale), mentre Milano è seconda per prodotti da forno e terza per cioccolata, caffè e spezie. I Paesi che più apprezzano il made in Italy sono Germania, Francia e Stati Uniti, anche se la Russia e la Cina segnano l’incremento maggiore, rispettivamente con il 23,8 e il 14,8 per cento.
Inoltre, la Lombardia vanta 34 prodotti che hanno marchi di origine Dop e Igp e sta dedicando una grande attenzione anche all’agricoltura biologica: nel 2016, secondo i dati del Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica) gli ettari coltivati con produzioni biologiche sono aumentati del 26,1 per cento, passando da 29.511 a 37.210. L’attenzione verso gli alimenti biologici hanno anche portato la Lombardia a diventare la regione italiana con il maggior numero di mense scolastiche biologiche: nel 2017 se ne contavano 225 su un totale nazionale di 1.288, e distaccando le 195 del Veneto e le 174 dell’Emilia-Romagna.
Il food diventa materia di studio anche all’Ateneo della città meneghina. L’Unesco ha, infatti, scelto l’Università degli Studi di Milano per l’istituzione della Cattedra “Food: access and law”. Tra gli obiettivi della Cattedra c’è lo studio delle implicazioni sociologiche del diritto al cibo, anche con riferimento al rapporto tra nutrizione e regolamentazione dei processi migratori.

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