UN CASTELLO TRA LE RISAIE: QUINTO

Con le guide turistiche abilitate di Ricexperience e VCguido scopriamo, tra le risaie, il castello di Quinto Vercellese
Ricexperience: il castello di Quinto Vercellese fotografato da VCguido
Ricexperience: il castello di Quinto Vercellese fotografato da VCguido

Le risaie italiane sono costellate di castelli che rimandano al periodo medievale. Con le guide turistiche abilitate di Ricexperience e VCguido iniziamo a scoprire il castello di Quinto Vercellese, per esplorare il territorio rispettando l’appello #iorestoacasa.

Il Castello di Quinto Vercellese

A circa 9 km da Vercelli, attraversando le risaie, si incontra il castello di Quinto Vercellese. Il castello domina il borgo, già citato nel 964 e attribuito nel 1152 ai conti di Biandrate. Poco dopo lo troviamo però abbinato alla signoria degli Avogadro, fino agli anni Venti del Novecento. Protagonista, insieme a Vercelli, delle lotte tra guelfi e ghibellini e delle tante battaglie tra le due fazioni, il castello fu conteso anche tra Visconti, Savoia e Marchesi del Monferrato, fino alla sottomissione degli Avogadro ai Savoia nel Quattrocento. (Segue dopo la foto)

Ricexperience: il castello di Quinto Vercellese fotografato da VCguido

Ricexperience: il castello di Quinto Vercellese fotografato da VCguido

Anche se l’enorme castello di Quinto Vercellese (sono 4500 mq!) ha una struttura iniziata nel XII secolo, di questa fase architettonica non rimane molto in vista. Sicuramente al primo periodo appartiene la chiesa castrense di San Pietro: è in stile romanico, ha una sola navata e l’abside semicircolare conserva un’importante stratificazione di affreschi databili dal XIII al XVI secolo. La tessitura delle murature offre tracce di antico, con mattoni di reimpiego e ciottoli, spesso disposti a spina di pesce. Nel presbiterio della chiesa alcuni laterizi romani fanno da pavimento. Nel Quattrocento la chiesa si amplia ed è nuovamente affrescata. Proprio a partire da questo periodo, nel pavimento compaiono molte sepolture in terra o in cassa lignea, soprattutto infantili. La torre quadrangolare a nord, con merlatura guelfa, data al XIII secolo, mentre le bellissime torri cilindriche decorate fanno parte dei numerosi ampliamenti del Quattrocento e Cinquecento. Di ponte levatoio, rocchetta, quarta torre angolare e porte carraie originali non resta traccia visibile. (Segue dopo la foto)

Ricexperience: l'antico Biancomangiare

Ricexperience: l’antico Biancomangiare

Il riso a castello: il Biancomangiare

Tra Medioevo e Rinascimento il riso non aveva la stessa diffusione di oggi in Italia. Più che come alimento, lo si considerava una spezia o una medicina. Uno dei colori più amati per il cibo in cucina, però, era il bianco: tutte le ricette chiamate “biancomangiare” hanno infatti origini antiche e protagonista il riso o le carni bianche, senza spezie coloranti. Si abbinava, spesso, alla Quaresima o alle ricette curative consigliate dai medici. La ricetta italiana di Biancomangiare prevede la miscela di farina di riso, latte vaccino e zucchero, cotta a fuoco lento e insaporita con rossi d’uovo, cannella e fiori d’arancio. La versione siciliana utilizza il latte di mandorle al posto del latte vaccino. Una versione inglese utilizza riso, lasciato in acqua tutta la notte e arricchito di mandorle fritte. Una versione francese invece mette a bagno il riso nel latte di capra e aggiunge mandorle e zenzero. Avremmo potuto gustare un Biancomangiare anche all’epoca, al castello di Quinto Vercellese! Autore: Giulia Varetti

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Non solo risotto



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