IL RISO BOLLITO

Il riso in bianco è sicuramente il piatto più semplice e leggero, ma è anche un procedimento molto diffuso alla base di numerose ricette, come le insalate di riso. Dal punto di vista nutrizionale, consumare riso bollito è uno dei modi consigliati per controllare l’apporto calorico durante i pasti.

Come preparare un buon riso bollito

Per bollire il riso è sufficiente metterlo in una pentola con abbondante acqua, ma ci sono piccoli accorgimenti da seguire. La quantità di acqua salata da utilizzare, per esempio, deve essere 5 volte la quantità di riso da bollire: considerata, per ogni persona, una porzione dagli 80 ai 100g di riso, l’acqua deve essere circa mezzo litro a persona. La quantità di sale, invece, non deve superare i 10g per ogni litro di acqua.

Se vogliamo evitare shock termici al riso e quindi avere una forma più netta dei chicchi, aggiungiamo il riso all’acqua a temperatura ambiente e, solo dopo, accendiamo la fiamma. Questo metodo è più indicato per i risi aghiformi, della categoria Lungo B. Secondo la preparazione tradizionale, invece, quando l’acqua inizia a bollire, saliamola e, mescolando, versiamoci il riso. Non appena riprende il bollore, abbassiamo la fiamma mantenendo una fiamma media. Mescoliamo frequentemente, per evitare che i chicchi si attacchino tra loro e non cuociano in modo uniforme. Scoliamo il riso bollito perfettamente al dente: sarà più digeribile e saporito, avrà assorbito meno acqua. Così potrà anche essere utilizzato come base per altre ricette senza scuocere nelle successive fasi di cottura.

La base per le insalate

Il riso bollito è la classica base per la ricetta dell’insalata di riso. Al termine della bollitura, che fermeremo quando il riso è al dente, scoliamo e raffreddiamo i chicchi non con un getto d’acqua fredda, ma allargando il riso su un piano freddo e lasciandolo raffreddare gradualmente. Quando il preparato è raffreddato possiamo unire gli altri ingredienti. Autore: Giulia Varetti

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