ALL’APERTO, IL BOOM DELLA RIAPERTURA

La riapertura dei ristoranti, solo all'aperto, è davvero un successo. Ma non è per tutti.
I tavoli all'aperto dell'Agriturismo Vignarello di Tornaco (NO)
I tavoli all'aperto dell'Agriturismo Vignarello di Tornaco (NO)

La riapertura dei ristoranti all’aperto è sicuramente segnata da un vero successo di pubblico, che finalmente può tornare lentamente alla normalità, nonostante le restrizioni.  Certo è che le regole di questa riapertura non valgono per tutti: sono infatti molti i ristoranti o i bar che non dispongono di un dehors o di spazi all’aperto utilizzabili. Abbiamo infatti assistito al prodigarsi delle amministrazioni comunali nel concedere spazi ulteriori all’aperto agli esercenti, ma questa linea resta comunque un limite per tutti coloro che, per motivi vari, non possono riaprire con tavoli all’aperto.

La parola ai ristoratori: riapertura tra Baraggia e Vercellese

Anna Maria Corrado, “Armonie in Corte” Buronzo (VC). Dopo 60 giorni di chiusura per il secondo lockdown, questa riapertura dei ristoranti ci ha davvero stupito. Di certo abbiamo visto il grande desiderio dei clienti di tornare al ristorante. Ma soprattutto, da due giorni prima della riapertura, il telefono ha iniziato a suonare incessantemente: prenotazioni, informazioni sul meteo, elaborazione di piani B. Noi abbiamo la fortuna di avere una bella corte/giardino, dove possiamo allestire tavoli all’aperto e questo è diventato il momento per valorizzarla al meglio. Seguendo poi la filosofia che ci ha spinti negli ultimi anni, abbiamo allargato la nostra offerta dal ristorante al territorio. Sono sempre di più infatti le richieste per noleggiare le nostre ebike, scoprire gli itinerari tra risaie del riso DOP di Baraggia e riserva naturale e poi tornare al ristorante per la nostra carta di risi e risotti. Insomma, offrire in questo momento un’occasione completa di “gita fuori porta” è sicuramente una carta vincente.

Davide Posillipo, “Osteria della Mal’Ora” Tronzano Vercellese (VC). Riusciamo proprio in questi giorni a riaprire con pochissimi posti a sedere all’aperto. In questo modo la riapertura dei ristoranti è una ripartenza falsa, che discrimina più del 50% dei ristoratori. La prima settimana di maltempo addirittura ha bloccato anche si era comunque organizzato, mangiare completamente all’aperto non può dare garanzie. Devo dire che l’affluenza al nostro ristorante non è per nulla cambiata: continuiamo con il servizio asporto delivery che è stato la nostra salvezza, con tutte le difficoltà del caso. Anzi, il servizio asporto è in crescita: probabilmente il pubblico si è abituato a questa comodità, il meteo incerto non aiuta e il servizio cresce. Un servizio che va comunque a discapito della preparazione di alcuni piatti, come il risotto, che mangiati al ristorante hanno un impatto completamente diverso.

La ripartenza tra Novarese e Lomellina

Claudia Fonio, “Al Pum Rus” Sozzago (NO). La riapertura è stata soddisfacente. Tante persone hanno scelto di tornare al ristorante, anche lo scorso sabato sera con pioggia, temperature basse e grande umidità. Il nostro vantaggio è adesso avere spazi all’aperto ma al coperto. Per noi è stato bellissimo riavere con noi i clienti, vederli attenti e rispettosi delle regole, ma comunque con la voglia di tornare alla normalità, riincontrarsi e stare all’aria aperta. Noi abbiamo lavorato molto sull’allestimento di aree esterne per pic nic nel nostro frutteto e anche questo, quando il meteo lo consente, è molto apprezzato: domenica, con una bella giornata di sole, abbiamo avuto famiglie che ci hanno raggiunti in bicicletta per avere i nostri “cestini” da consumare nelle cupole di salice. Continuiamo comunque anche con il delivery, ormai questa organizzazione non è solo per le regole della riapertura dei ristoranti, ma è diventata parte dell’agriturismo!

Andrea Maltese, “Caffè Garibaldi” Mortara (PV). La ripartenza è stata buona, se il meteo ce lo consente riusciamo a lavorare. Il nostro è un caffè, quindi tutto sommato anche l’aspetto del coprifuoco ci tocca meno, cosa che invece colpisce di più i colleghi ristoratori, che con la cena si trovano più in difficoltà. Noi abbiamo iniziato una partnership con il vicino Ristorante Pizzeria Roma, che non ha il dehors: siamo colleghi e amici da 30 anni, abbiamo deciso di condividere con loro i nostri spazi e questo porta giovamento a entrambi. Noi, come bar, sfruttiamo orari che abitualmente erano meno frequentati, loro come ristorante, possono riaprire! La disuguaglianza tra colleghi, per questi provvedimenti, è l’aspetto più difficile. Ma questa graduale riapertura dei ristoranti credo che funzionerà. Autore: Giulia Varetti

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