PRODURRE RISO AI TEMPI DEL VIRUS

Ecco come si lavora in questi mesi nello stabilimento Curti di Valle Lomellina
Linea di confezionamento riso Curti
Linea di confezionamento riso Curti

Siamo rimasti a casa, ma abbiamo mangiato riso perché le industrie hanno continuato a produrlo. Ma come hanno lavorato in piena emergenza Covid? Lo abbiamo chiesto a Curti, società proprietaria del marchio Curtiriso, che lavora il riso nello stabilimento di Valle Lomellina, da cui ogni giorno partono centinaia di migliaia di pacchetti, che poi troviamo sugli scaffali di negozi e supermercati.

«Dall’inizio dell’emergenza – ci raccontano i dirigenti dello stabilimento lomellino – abbiamo avuto  cura, vista la necessità di mantenere i rifornimenti ai punti vendita, di non rallentare la produzione, al tempo stesso tutelando la salute dei lavoratori. Ciò era possibile, ed è stato possibile, applicando con puntiglio le misure obbligatorie indicate nei diversi decreti». Vediamole nel dettaglio.

Mani sempre pulite

Innanzi tutto, Curti ha costituito un apposto comitato di crisi per affrontare l’emergenza e seguirne l’evoluzione. E’ stato redatto il protocollo sicurezza anti contagio Covid 19 come da DPCM 8/3; quindi, a partire dal 9 marzo, negli uffici, negli spazi comuni, nei servizi e naturalmente nello stabilimento sono stati esposte e distribuite istruzioni anti proliferazione del coronavirus.

Nei servizi inoltre sono state affisse anche le istruzioni per il lavaggio delle mani che, alla luce delle conoscenze scientifiche, fosse efficace per prevenire il contagio, nonché distributori di gel igienizzante. Da quando è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria, è stata istituita la misurazione h24 della temperatura corporea tramite termo scanner per dipendenti e del personale esterno che ogni giorno transita in azienda per servizi vari. Sono stati realizzati servizi igienici dedicati per il personale esterno (camionisti, ditte appaltatrici ecc.).

Regole ferree e bonus per i dipendenti di Curti

Nell’organizzazione del lavoro, ci spiegano, «si è incentivato lo smart working per le funzioni che lo potevano utilizzare e si è promosso l’utilizzo di periodi di congedo e ferie arretrate. Sono state sospese le riunioni e le trasferte e si è programmato un piano di sanificazione per gli uffici che prevede più passaggi durante il giorno, in modo da mantenere gli strumenti lavorativi il più sterili possibile. Esiste anche un piano settimanale per la sanificazione profonda dei reparti e degli uffici e un piano di sanificazione quindicinale delle aree esterne. Per evitare assembramenti è stato previsto un programma di ingressi scaglionati ai diversi reparti produttivi.

Inoltre, è stato aggiornato il DVR aziendale ed è stata inserita una trattazione riguardante il rischio biologico per contagio da COVID-19. E’ stato disposto, ben prima che fosse inserito delle disposizioni dei diversi DPCM, anche l’obbligo di indossare mascherine e guanti per tutti gli operatori delle linee produttive e delle sole mascherine per tutte le altre funzioni aziendali. Infine, per premiare il coraggio e l’abnegazione del personale, la proprietà ha deciso di corrispondere ai dipendenti un bonus per i mesi di marzo e aprile». Curti aderisce alla campagna nazionale #iorestoacasa rifornendo  tutti gli esercizi commerciali di riso e di prodotti a base di riso e cereali.

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