RISO POP AL TOP

“Pop al top – I chicchi delle meraviglie” è il Progetto lanciato oggi da Coldiretti a Pavia, che intende promuovere dal punto divista turistico l’offerta enogastronomica della provincia pavese, puntando alla valorizzazione di due eccellenze produttive del territorio: il riso e il vino. Sono questi i “chicchi delle meraviglie” che accompagneranno il pubblico in un viaggio lungo un anno. Un viaggio POP perché i due prodotti sono ampiamente apprezzati sulle tavole di tutti, ma anche un viaggio Al TOP perché intende valorizzare la provincia di Pavia partendo da due prodotti d’eccellenza come il riso Carnaroli da Carnaroli Pavese e i vini Bonarda e PinotNero dell’Oltrepò.

Prodotti di pregio e di alta qualità, che tra le mani esperte di chef e ristoratori mostreranno tutta la loro versatilità e nobiltà. POP AL TOP, infatti, è anche un viaggio alla scoperta della storia, dell’arte e della cultura del territorio pavese grazie alle esclusive esperienze di visita proposte in 12 location e ristoranti di pregio sparsi per tutta la provincia pavese (consulta la mappa). Il riso e il vino sono due prodotti antichi, legati alla storia del territorio della provincia di Pavia da tempo immemorabile. Qui il riso è coltivato almeno dalla seconda metà del XV secolo, mentre l’Oltrepò Pavese è considerato zona di vini di qualità sin dai tempi di Roma Antica. Grazie al Progetto POP AL TOP questi due prodotti saranno valorizzati attraverso un nuovo viaggio, che partendo da produzioni agricole d’eccellenza come il riso Carnaroli da CarnaroliPavese e i vini Bonarda e Pinot Nero permetterà di far conoscere di più e meglio tutta la bellezza del territorio pavese. (Ascolta la videointervista a Stefano Greppi (Presidente Coldiretti Pavia)

Capofila del Progetto POP AL TOP (consulta il calendario degli eventi) è Coldiretti Pavia, che lo realizzerà insieme al Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, ad Ascom Pavia e alla Cooperativa Progetti di Pavia. Stefano Greppi, risicoltore e Presidente di Coldiretti Pavia spiega che «POP AL TOP è allo stesso tempo un progetto di promozione turistica della provincia di Paviama anche un’iniziativa di valorizzazione dell’offerta enogastronomica pavese – spiega il Presidente di Coldiretti Pavia – Con questo Progetto puntiamo alla promozione di due grandieccellenze dell’agricoltura pavese come il riso Carnaroli da Carnaroli Pavese e i vini Bonarda e Pinot Nero, “i chicchi delle meraviglie” appunto».

Ma perchè puntare così tanto sul Carnaroli? È noto a grandi chef e casalinghe come “il principe dei risi e dei risotti”: è il riso dal chicco allungato e dal colore perlato che, grazie all’alto contenuto di amilosio, durante la cottura non scuoce e rimane compatto, caratteristica che lo rende perfetto per risotti di alta qualità. Ma oggi sotto il nome commerciale di Carnaroli possono essere legittimamente vendute anche altre varietà derivate dall’originale. Il “vero” Carnaroli (chiamato più correttamente Carnaroli da semente Carnaroli) viene però ancora coltivato dai risicoltori italiani: in provincia di Pavia se ne trovano 6mila dei 9mila ettari seminati in tutta Italia. Per questo è nato il Progetto “La Via del Carnaroli”, realizzato dalla Camera di Commercio di Pavia su proposta di Coldiretti Pavia. Si tratta di un’iniziativa che haanticipato i concetti inseriti nella nuova legge del mercato interno del riso e che haportato anche al deposito del marchio collettivo “Carnaroli da Carnaroli Pavese”. Lo scopo di questo progetto è la valorizzazione del riso Carnaroli da semente Carnaroli, uno dei prodotti agroalimentari di punta del territorio pavese, attraverso un percorso di certificazione di filiera ISO 22005. La certificazione è stata realizzata da un Ente esterno e indipendente, a garanzia della tracciabilità e dell’autenticità dellafiliera del riso Carnaroli da semente Carnaroli coltivato in provincia di Pavia (primaprovincia risicola d’Europa con oltre 80mila ettari di risaie). Se trova sulla scatola il marchio “Carnaroli da Carnaroli Pavese”, dunque, il consumatore finale può essere sicuro del riso che sta acquistando. Perché è certificato dal seme al piatto. E perché è solo e soltanto Carnaroli. Al progetto aderiscono una trentina di aziende agricole, per 500 ettari e 265.600 quintali di risone prodotti. Il progetto punta alla valorizzazione della filiera agroalimentare pavese del riso Carnaroli da semente Carnaroli, a creare una filiera certificata da CSQA sulla base della norma ISO 22005 e a tutelare quindi il consumatore. (Fonte: Coldiretti)

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