LA ROMAGNA NEL RISOTTO: LA CILIEGIA MORA

Avete mai messo le ciliegie nel risotto? Con il settimanale riminese Il Ponte vediamo come inserire questo prodotto agroalimentare della Romagna in diverse ricette a base di riso.

Con le ciliegie dal risotto al dessert

Se il risotto alle fragole o il risotto ai mirtilli sono ben più popolari, il risotto alle ciliegie è davvero una rivelazione. Sicuramente si tratta di un piatto primaverile/estivo, quindi si sposa bene con la filosofia che impiega solo prodotti di questa stagione nelle ricette. La nota di colore, di un rosso acceso e marcato, aiuta anche lo spirito di “ripartenza” di questi giorni.

Ecco allora come preparare il risotto alle ciliegie: si può scegliere se partire dal classico brodo vegetale (acqua, carota, sedano e cipolla) oppure se utilizzare solo acqua calda, per rendere più marcati i sentori della ciliegia. Per prima cosa snoccioliamo le ciliegie, frulliamone una parte per ottenere una purea e tagliamo a tocchetti le altre. Intanto, tostiamo il riso e lo sfumiamo con un bicchiere di vino bianco. Continuando a mescolare, aggiungiamo il brodo/l’acqua gradualmente, man mano che si asciuga. A metà cottura aggiungiamo le ciliegie nelle due consistenze e portiamo a fine cottura. Mantechiamo con burro e un formaggio morbido e lasciamo riposare. Decoriamo con qualche ciliegia intera e una macinata di pepe. Scegliamo un riso da risotto, come il Carnaroli.

Se nel risotto alle ciliegie abbiamo scelto un superfino, per il dessert a base di riso e ciliegie scegliamo un riso tondo, come il Balilla. Portiamo a bollore il latte zuccherato e cuociamoci il riso per circa 20 minuti, finché i chicchi non si saranno disfati. Dividiamo e mettiamo a raffreddare in frigorifero. Intanto, cuociamo in una casseruola le ciliegie snocciolate con zucchero e succo di limone, fino a ottenere uno sciroppo. Decoriamo ogni porzione di riso con lo sciroppo di ciliegie ed ecco che il nostro budino di riso è pronto!

La ciliegia Mora di Romagna

La Mora o Moretta di Romagna, più nota come Ciliegia Mora di Vignola, ha occupato fino agli anni Cinquanta buona parte della produzione agricola del Modenese, in particolare del Vignolese. Nel 2006 il Consorzio della Ciliegia Tipica di Vignola ha rilevato solo 14 ettari a bassa produttività di ciliegie di Vignola. Oggi è presidio Slow Food, dopo il lento abbandono dovuto alla scomodità della raccolta, alla produttività tardiva e all’eccessiva morbidezza della polpa. Sono ciliegie lucide e quasi nere, dalla polpa molto succosa e dal sapore molto aromatico. Autore: Giulia Varetti

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